Cosa ha la mia pianta? Scopri la causa in 3 domande
Foglie gialle, mosce, macchie o parassiti non hanno quasi mai una sola causa. Questa guida è la chiave di diagnosi per le piante in vaso: tre domande, una tabella che collega ogni sintomo a due sospetti e il test per capire qual è quello vero.
Per capire cosa ha la tua pianta, rispondi a tre domande in questo ordine preciso: dove si trova il sintomo (foglia, fusto, terra o sull'intera pianta), che forma ha (uniforme, a macchie, sui bordi, a puntini) e come stanno la terra e le radici. Ogni combinazione indica una causa diversa, e la terza domanda è quella che conferma la diagnosi.
Quasi ogni sintomo visibile ha almeno due cause possibili, che richiedono interventi opposti. Una foglia moscia può significare terra secca o radici che stanno marcendo. La punta marrone può essere causata dall'aria secca o dall'accumulo di sali del concime. Agire d'impulso basandosi solo sul sintomo, senza verificare la causa, significa tirare a indovinare, e lo sbaglio accelera la fine della pianta. Dare acqua a una pianta che sta già annegando è il classico errore fatale.
Questa guida è l'albero diagnostico per le piante in vaso in casa. Gli strumenti diagnostici delle università americane fanno bene questo lavoro, ma per l'orto, il prato e gli alberi da giardino: quello dell'Università del Minnesota chiede di scegliere tra ortaggi, frutta, prato, alberi e aiuole, e le piante da interno non sono tra le opzioni (UMN Extension).
Prima di fare la diagnosi: è urgente?
Non tutti i problemi richiedono un intervento immediato. Impara a distinguere ciò che va affrontato oggi stesso da quello che può aspettare il fine settimana.
Agisci oggi stesso se noti:
fusto molle, scuro o dall'aspetto acquoso alla base, vicino alla terra;
terra fradicia con un odore acido o di marcio;
ragnatele sottili che coprono i nuovi germogli, o foglie piene di insetti visibili;
una macchia marrone e molle che si è ingrandita da un giorno all'altro.
Può aspettare qualche giorno: una singola foglia gialla, punte marroni e secche che non si estendono, crescita bloccata, una macchia secca che ha la stessa dimensione di una settimana fa.
Se la pianta malata condivide lo scaffale con altre, allontanala dal gruppo mentre indaghi. È la prima raccomandazione della Royal Horticultural Society per chi ha una collezione: isolare fino a quando non si identifica il problema evita che parassiti e funghi passino alle vicine (RHS, aggiornato a marzo 2026).
Le 3 domande per fare la diagnosi
Prima di bagnare, concimare o spruzzare qualsiasi prodotto, rispondi a queste domande:
Dove si trova il sintomo? Sulle foglie più vecchie in basso, sulle foglie nuove in cima, sul fusto e alla base, sulla superficie del terriccio o su tutta la pianta contemporaneamente.
Che forma ha? Giallo uniforme, macchia con contorni definiti, bordo secco, polvere bianca, puntini, insetti visibili.
Come stanno la terra e le radici? Infila il dito per 3 cm nel terreno e, se la situazione sembra grave, sfila la pianta dal vaso per controllare le radici.
Ora incrocia le risposte nella tabella. L'ultima colonna indica il test pratico per distinguere le due cause che producono lo stesso identico sintomo.
Cosa vedi | Causa più probabile | Alternativa simile | Il test per distinguerle |
|---|---|---|---|
Le foglie in basso ingialliscono insieme | Troppa acqua | Poca acqua | Dito a 3 cm nella terra: se è umida e la foglia è molle è troppa acqua; se è secca e la foglia è fragile è poca acqua |
Foglie vecchie e nuove ingialliscono e cadono insieme | Marciume radicale | Carenza di azoto | Sfila la pianta dal vaso: radici scure e molli confermano il marciume |
Pianta moscia con la terra ancora umida | Marciume radicale | Calore eccessivo nella stanza | Radici sode e bianche in una stanza molto calda indicano stress termico, non marciume |
Punta e bordo della foglia marroni e secchi | Aria troppo secca | Accumulo di sali del concime | Una crosta bianca sulla terra o sul vaso conferma l'accumulo di sali |
Fusto allungato, foglie piccole e pallide, pianta piegata verso la finestra | Poca luce | Carenza di azoto | Uno spazio insolitamente lungo tra una foglia e l'altra conferma la mancanza di luce |
Macchia sbiadita o marrone e secca solo sul lato esposto al sole | Troppo sole diretto | Infezione fungina | I funghi colpiscono ovunque; la bruciatura da sole appare solo sul lato esposto |
Macchia scura con un alone giallo o muffa grigia | Infezione fungina | Schizzi di prodotti per la pulizia | Il fungo si diffonde alle foglie vicine in pochi giorni; le macchie da schizzi restano identiche |
Polvere bianca sulla pagina superiore della foglia | Mal bianco (oidio) | Residui di calcare dell'acqua dura | Passa un panno umido: il calcare viene via, l'oidio ritorna e si diffonde |
Puntini chiari e fitti, foglia opaca, ragnatele sottili sulle ascelle fogliari | Acari | Polvere accumulata | Scuoti la foglia su un foglio bianco: se i puntini si muovono sono acari |
Palline bianche simili a cotone all'attaccatura delle foglie | Cocciniglia cotonosa | Muffa | Tocca con uno stuzzicandenti: la cocciniglia si stacca intera ed è cerosa |
Sostanza appiccicosa sulle foglie inferiori, insetti sui germogli | Afidi | Cocciniglia a scudetto | Guarda i germogli nuovi con lo zoom del telefono: gli afidi si muovono, le cocciniglie a scudetto restano fisse |
Moscerini neri che volano via dalla terra quando bagni | Moscerini delle piante | Moscerini della frutta | Se escono dal vaso e non dal cesto della frutta, la vera causa è l'eccesso di acqua |
Una singola foglia in basso alla volta ingiallisce, mentre nascono foglie nuove | Invecchiamento naturale | Carenza di nutrienti | Una pianta che cresce e perde una foglia vecchia alla volta è in perfetta salute |
Caduta di foglie da 1 a 3 settimane dopo l'acquisto | Adattamento alla nuova luce | Troppa acqua | Se non è cambiato nulla tranne la posizione, si tratta di semplice adattamento |
Nelle tre sezioni successive vedremo come rispondere a ogni domanda senza sbagliare. A seguire, analizzeremo ogni singola causa nell'ordine in cui si presentano di solito in casa.
Domanda 1: dove si trova il sintomo
La posizione del problema sulla pianta esclude la metà dei sospetti ancora prima di fare qualsiasi test.
Solo sulle foglie in basso. È la parte che la pianta sacrifica per prima. Indica un problema d'acqua (in eccesso o in difetto), una carenza di nutrienti mobili o il naturale ciclo di vita.
Sulle foglie nuove in cima. La pianta non riesce a sviluppare correttamente i nuovi tessuti. Indica una carenza di nutrienti immobili (ferro, calcio, boro), troppo sole diretto o un attacco di parassiti, che preferiscono sempre i germogli più teneri.
Sul fusto e alla base, vicino alla terra. È la zona più critica. Un fusto molle o annerito al livello del terreno è quasi sempre sinonimo di marciume che sale dalle radici.
Su tutta la pianta contemporaneamente. Indica un problema legato all'ambiente: luce, temperatura, aria secca o un cambiamento improvviso nelle abitudini di cura.
Domanda 2: che forma ha il sintomo
La forma del danno aiuta a distinguere un problema ambientale da uno biologico.
Uniforme e graduale (l'intera foglia sbiadisce senza contorni netti) è quasi sempre un fattore ambientale: acqua, luce o nutrimento.
Una macchia con contorno definito, specialmente scura con un alone giallo intorno, è una malattia. La RHS distingue tre manifestazioni: una peluria grigio-marrone su foglie e fiori indica la muffa grigia (Botrytis); una polvere bianca sulla foglia indica l'oidio; e una macchia scura con bordo giallo indica la macchia fogliare fungina (RHS).
Bordi e punte secche con la parte centrale verde indicano un problema di umidità dell'aria o di accumulo di sali nel terreno, non una malattia.
Puntini, striature o piccoli residui che si muovono indicano la presenza di parassiti. Guarda sotto la foglia: è lì che si nasconde la maggior parte degli insetti da appartamento.
L'aspetto è normale, ma la crescita si è bloccata del tutto. Il vaso potrebbe essere diventato troppo stretto o il terreno è ormai privo di nutrimento.
Domanda 3: come stanno la terra e le radici
Questa è la domanda fondamentale per evitare l'errore più comune e dannoso: dare altra acqua a una pianta che sta affogando.
Infila il dito nella terra fino a circa 3 cm. L'indicazione della Iowa State Extension è di controllare l'umidità prima di ogni annaffiatura: se è bagnata o umida al tatto, aspetta; se è asciutta in questi primi centimetri, annaffia; nel dubbio, aspetta un altro giorno (Iowa State Extension, aprile 2024).
Valuta il peso del vaso. Solleva il vaso subito dopo aver bagnato la pianta per memorizzare la sensazione. Un vaso leggero con foglie mosce indica che la pianta ha sete. Un vaso pesante con foglie mosce indica che le radici sono in sofferenza.
Quando il sintomo è grave (foglie mosce con terra umida, fusto molle, perdita massiccia di foglie), sfila la pianta dal vaso. Non aver paura di farlo: afferra delicatamente la base del fusto, inclina il vaso e fallo scivolare via. Le radici sane sono sode, chiare e ricche di diramazioni sottili. Le radici marce sono marroni o nere, molli al tatto e spesso emanano un odore acido.

Troppa acqua: la causa numero uno per le piante in vaso
Le radici hanno bisogno di ossigeno. Un terreno costantemente inzuppato elimina l'aria presente tra le particelle di terra, facendo morire le radici più sottili; la pianta smette così di assorbire acqua, anche se si trova in un vaso stracolmo.
La pianta con la radice danneggiata appassisce, e appassita sembra assetata. Da qui il ciclo che la Iowa State descrive: le radici che rimangono troppo a lungo nella terra bagnata marciscono, questo porta all'appassimento, e l'appassimento spinge la persona a bagnare ancora di più, il che aggrava il problema (Iowa State Extension).
Quale foglia cade separa i due casi. In mancanza d'acqua, le foglie più vecchie alla base ingialliscono e cadono per prime. In caso di eccesso, foglie vecchie e nuove ingialliscono e cadono allo stesso tempo, e possono presentarsi anche macchie marroni al centro della foglia, muffa, fusto molle e radici scure e mollicce (RHS).
Come intervenire:
Smetti di bagnare e togli il vaso da qualsiasi sottovaso con acqua stagnante.
Sfila la pianta dal vaso e controlla le radici. Se sono molli e scure c'è marciume; se sono ancora sode e chiare, la pianta si può salvare facilmente.
Taglia le radici marce con forbici disinfettate e rinvasa in un terriccio nuovo e ben drenante, usando un vaso con fori di drenaggio sul fondo.
Torna a bagnare solo quando i primi 3 cm di terra risultano completamente asciutti. Fidati del terreno, non del calendario.
Se l'ingiallimento è il problema principale e vuoi capire esattamente cosa indicano le diverse sfumature di giallo, la guida sulle foglie gialle nelle piante analizza ogni singola causa in dettaglio.
Poca acqua
Anche in questo caso la pianta si presenta moscia, ma le foglie appaiono secche, cartacee e con i bordi accartocciati, mentre la terra tende a staccarsi dalle pareti del vaso.
Un terreno rimasto asciutto troppo a lungo diventa idrofobo: l'acqua scivola via lungo i lati senza bagnare il cuore della zolla. In questo caso, bagna molto lentamente in più riprese, oppure immergi il vaso in un secchio d'acqua per 20-30 minuti, finché non smettono di salire bolle d'aria. Bagna sempre finché l'acqua non fuoriesce dai fori di drenaggio.
Luce: poca, troppa o cambio di posizione
Con luce insufficiente, la pianta si allunga verso la finestra: crescita debole e filata, foglia pallida, fioritura scarsa e, con il tempo, foglie inferiori che ingialliscono e cadono (RHS). Il segnale di conferma è il fusto, con uno spazio lungo tra una foglia e l'altra.
Con troppo sole diretto, l'effetto è opposto: si formano macchie marroni e secche e la foglia assume un aspetto sbiadito. Nelle foglie variegate, le bruciature compaiono prima sulle parti chiare, prive di clorofilla e quindi più indifese. Si tratta di una vera e propria scottatura solare, che a differenza di un fungo non si diffonderà alle foglie sane vicine.
Il terzo scenario è tipico delle piante appena acquistate: la pianta non è malata, si sta solo adattando. Una pianta che passa dalle condizioni perfette di una serra all'angolo buio di un corridoio perderà inevitabilmente qualche foglia nelle prime due o tre settimane, anche se bagnata correttamente. La soluzione non è dare altra acqua o concime, ma spostarla gradualmente più vicino a una finestra.
Aria secca, riscaldamento e correnti d'aria
Punta e bordo marrone e croccante, foglia moscia, bocciolo che cade prima di aprirsi: questo insieme è aria secca, e peggiora in inverno con il riscaldamento acceso o tutto l'anno vicino a un condizionatore. Cucina e bagno hanno un'umidità più alta rispetto al resto della casa, e raggruppare le piante o appoggiare il vaso su un sottovaso con ciottoli umidi aumenta l'umidità circostante (RHS).
Altre tre cause comuni negli appartamenti segnalate dalla RHS:
le piante posizionate vicino a fonti di calore diretto (termosifoni, forni o bocchette dell'aria calda) mostrano bruciature sulle foglie rivolte verso l'apparecchio;
le correnti d'aria fredda fanno ingiallire le foglie e seccare i bordi; in inverno, una pianta lasciata tra la tenda chiusa e il vetro della finestra si ritrova bloccata in una sacca di gelo per tutta la notte;
piccole macchie chiare sulle foglie sono spesso causate da detergenti spray usati nelle vicinanze, mentre gli aloni biancastri e opachi sono solitamente depositi di calcare dovuti all'acqua del rubinetto.
Parassiti
I parassiti pungenti succhiano la linfa della pianta. La foglia reagisce ingiallendo intorno ai punti di puntura, creando un effetto punteggiato e non uniforme. La pagina inferiore della foglia e le ascelle fogliari sono i punti critici da controllare, preferibilmente aiutandosi con lo zoom della fotocamera del telefono.
Cosa vedi | Quale parassita è | Come trattarlo |
|---|---|---|
Puntini chiari e fitti, foglie opache, ragnatele sottili all'attaccatura | Ragnetto rosso | |
Ciuffetti bianchi e cotonosi sulle ascelle fogliari e sotto le foglie | Cocciniglia cotonosa | |
Piccoli insetti verdi o neri ammassati sui germogli, foglie appiccicose | Afidi | |
Moscerini neri che volano vicino alla terra quando bagni | Moscerini delle piante |
La presenza dei moscerini delle piante è il sintomo di un altro problema: si riproducono nel terreno che rimane umido troppo a lungo. Se noti questi insetti, molto probabilmente stai esagerando con le annaffiature; eliminare solo i moscerini non risolverà il problema alla radice.
Il ragnetto rosso è l'esatto contrario dei moscerini: quasi invisibile a occhio nudo, è il parassita che causa i danni maggiori in ambienti con aria molto secca.
Per imparare a riconoscere i parassiti più comuni delle piante d'appartamento e distinguerli in base ai segni sulle foglie, la nostra guida sui parassiti delle piante da interno descrive in dettaglio i sei più diffusi.
Funghi e macchie fogliari
Le malattie fungine nelle piante d'appartamento sono quasi sempre causate dalla combinazione di scarso ricircolo d'aria e foglie bagnate. I tre segnali più comuni sono:
una muffa grigio-marrone su foglie, fusti o fiori: si tratta di muffa grigia (Botrytis cinerea), tipica dei bagni o di ambienti molto umidi;
una polvere bianca sulla pagina superiore della foglia: si tratta di oidio (mal bianco);
una macchia scura con un bordo giallo: si tratta di una macchia fogliare di origine fungina.
La soluzione è la stessa per tutti e tre i casi e non richiede l'uso di prodotti chimici: migliora la ventilazione, distanzia i vasi tra loro, rimuovi le foglie colpite ed evita di bagnare il fogliame quando annaffi. La RHS sconsiglia l'uso di fungicidi sulle piante da appartamento, suggerendo invece di correggere le condizioni ambientali di coltivazione.
Troppo concime: la crosta bianca
L'eccesso di concime brucia le radici. Il sale del fertilizzante si accumula, danneggia le radici sottili e, nei casi avanzati, appare come una crosta bianca sulla superficie della terra, nel sottovaso o all'esterno del vaso di terracotta. Il risultato è l'ingiallimento o l'imbrunimento delle foglie, la caduta delle foglie, l'appassimento dovuto al danno radicale e una crescita filante e debole (Iowa State Extension).
Il dettaglio che distingue questa causa dalle altre è la presenza contemporanea di foglie con punte e bordi marroni e secchi e della caratteristica crosta bianca.

Come rimediare: porta il vaso nel lavandino e bagna abbondantemente con acqua corrente pulita, lasciandola defluire bene dai fori sul fondo per diverse volte, così da lavare via i sali accumulati. In futuro, usa la metà o un quarto della dose consigliata sull'etichetta del concime e fertilizza solo quando la pianta è in fase di crescita attiva. Il concime somministrato quando la pianta è a riposo non viene assorbito e si trasforma in sali dannosi nel terreno.
I prodotti lucidanti per le foglie ostruiscono gli stomi, i pori attraverso cui la pianta respira, creando inoltre uno strato appiccicoso che attira la polvere. La Iowa State consiglia di evitare questi prodotti e di pulire semplicemente le foglie con un panno umido.
Pochi nutrienti e vasi vecchi
In vaso, la pianta mangia solo ciò che si trova lì dentro. Dopo anni nello stesso substrato, esaurisce quello che c'era. Se la crescita è priva di vigore e la fioritura è scarsa, rinvasare in terra nuova di solito risolve più che concimare (RHS).
Controlla prima le radici: se girano intorno al fondo del vaso o escono dai fori di drenaggio, il problema è lo spazio, non il nutrimento. In questo caso, sposta la pianta in un vaso più grande di soli 2-4 centimetri di diametro; un vaso eccessivamente grande tratterrebbe troppa acqua, riproponendo il problema del marciume radicale.
Quando la pianta non ha assolutamente nulla
Ci sono due situazioni in cui l'unica cosa da fare è non fare nulla:
Invecchiamento naturale. La pianta elimina le foglie più vecchie per trasferire le risorse verso la nuova crescita. Se una singola foglia in basso ingiallisce e cade mentre la pianta continua a produrre nuove foglie, è un processo del tutto normale. Se invece ne cadono diverse nella stessa settimana, o se il problema colpisce le foglie superiori, allora c'è qualcosa che non va.
Adattamento. Nelle prime due o tre settimane in una nuova casa, la pianta deve abituarsi alla diversa intensità della luce e potrebbe perdere parte del suo fogliame.
Si può fare una diagnosi da una foto? Cosa indovinano le app e dove sbagliano
Solo in parte. Si tratta di tre funzioni differenti, che spesso vengono presentate come se fossero un'unica tecnologia.
Identificare la specie da una foto funziona molto bene. Questa è la tecnologia più avanzata di queste applicazioni. Tuttavia, i dati sull'accuratezza dichiarati non provengono tutti dalle stesse fonti. Bloom si affida a Plant.id per l'identificazione tramite intelligenza artificiale, che vanta un'accuratezza del 93% verificata da università indipendenti. PictureThis dichiara un'accuratezza superiore al 98%, ma si tratta di un dato interno non supportato da studi pubblicati. Anche PlantNet e Google Lens offrono ottimi risultati nell'identificazione delle specie. Conoscere il nome esatto della pianta è già metà dell'opera: ciò che rappresenta "troppo sole" per una felce è "troppo poco" per una pianta grassa.
Riconoscere il sintomo da una foto funziona quando il danno è visibile. Parassiti evidenti, oidio, macchie fogliari e bruciature da sole lasciano segni chiari che gli algoritmi riescono a interpretare. L'applicazione Bloom offre la diagnosi tramite foto nella versione Premium; Blossom dichiara di poter riconoscere circa 100 problemi diversi nel suo database.
Individuare la causa esatta da una foto ha un limite invalicabile: l'immagine di una foglia non permette di vedere lo stato delle radici, non rivela la frequenza delle annaffiature, non misura la luce reale della stanza e non sa se la pianta è stata spostata di recente. Poiché la mancanza d'acqua e l'eccesso d'acqua si manifestano in modo simile (foglie mosce), e dato che la maggior parte dei problemi deriva proprio dalle annaffiature e dalla luce, l'applicazione può solo suggerire un sospetto. Sarai tu a dover confermare la diagnosi rispondendo alle tre domande di questa guida. Ecco perché le migliori applicazioni, dopo aver analizzato la foto, pongono sempre delle domande prima di fornire un responso definitivo.
Bloom unisce queste fasi in un'unica applicazione: identifica la pianta dalla foto e, nella versione Premium, analizza il sintomo fornendo indicazioni precise su acqua e luce per quella specifica specie. L'app offre anche una modalità gratuita (cosa che molti concorrenti non fanno) con 2 identificazioni al mese e il calendario delle annaffiature, escludendo la diagnosi avanzata. Ha una valutazione di 4.8 con oltre 1.000 recensioni ed è disponibile solo per iPhone.
Come scattare una foto davvero utile per la diagnosi:
usa la luce naturale, senza flash e senza filtri;
scatta una foto ravvicinata ed estremamente nitida della zona colpita;
fai una foto dell'intera pianta, per mostrare la distribuzione del sintomo;
fotografa la pagina inferiore della foglia, dove si nascondono i parassiti;
scatta una foto della superficie del terriccio, per mostrare eventuali muffe, accumuli di sali o moscerini.
Domande frequenti
Esiste un'app gratuita che mi dica cosa ha la mia pianta?
Sì, ma con alcune limitazioni. Bloom offre una versione gratuita che include 2 identificazioni al mese e il calendario delle annaffiature, mentre la diagnosi delle malattie richiede l'abbonamento Premium. Gli strumenti messi a disposizione dalle università sono gratuiti, ma si concentrano su orti, prati e alberi, non sulle piante in vaso da appartamento.
L'intelligenza artificiale può capire cosa ha la mia pianta?
Può indicare l'ipotesi più probabile analizzando i dettagli visibili dell'immagine, dimostrandosi efficace nel riconoscere parassiti, funghi o bruciature da sole. Non può però controllare le radici, misurare la luce della stanza o conoscere le tue abitudini di irrigazione, che sono i fattori da cui ha origine la maggior parte dei problemi.
Google può identificare le malattie delle piante da una foto?
Google Lens identifica le specie vegetali con un'ottima percentuale di successo e mostra risultati di ricerca con immagini simili. Non esegue però una diagnosi guidata: non fa domande sulle annaffiature, sulla luce o sul vaso e non fornisce un piano di cura. Per risolvere un problema specifico, un'app dedicata come Bloom o i passaggi di questa guida si rivelano decisamente più utili.
Come faccio a capire se ho dato troppa o poca acqua?
Infila un dito per 3 cm nel terreno. Se la terra è umida e le foglie sono molli e flaccide, è troppa acqua. Se la terra è secca e le foglie sono fragili con i bordi accartocciati, è poca acqua. Inoltre, se le foglie vecchie e quelle nuove ingialliscono insieme si tratta di troppa acqua; se cadono solo quelle inferiori, è più probabile che sia poca acqua.
Devo tagliare le foglie malate?
Rimuovi le foglie completamente gialle, marroni, ammuffite o visibilmente infestate dai parassiti, poiché non potranno più recuperare. Conviene invece conservare le foglie ancora prevalentemente verdi finché la pianta non ne produrrà di nuove: rimuoverle troppo presto rallenterebbe la ripresa e creerebbe ferite aperte, facili vie d'accesso per i funghi.
Conclusione
La domanda "cosa ha la mia pianta" non ha quasi mai una risposta immediata ed è per questo che le semplici liste di problemi generici non funzionano. Localizzare il sintomo, analizzarne la forma e verificare lo stato della terra e delle radici è l'unico metodo efficace. Foglie inferiori gialle con terra umida indicano troppa acqua; punte marroni con crosta bianca indicano problemi con il concime; macchie scure con alone giallo indicano la presenza di un fungo; puntini fitti con ragnatele indicano gli acari.
Il prossimo passo, prima di bagnare, concimare o spruzzare qualsiasi cosa: infila un dito per 3 cm nella terra e scatta una foto nitida della zona colpita, alla luce naturale, controllando anche la pagina inferiore della foglia. Con queste informazioni sotto mano, la tabella di questa guida ti aiuterà a risolvere la stragrande maggioranza dei casi. E se non conosci la specie della tua pianta, inizia da lì: una diagnosi corretta dipende per metà dal tipo di pianta, e Bloom la identifica gratuitamente con una semplice foto.
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